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13.05.2008
Eni, ancora difficoltà kazake
Giornata negativa per Eni che si allinea alla tendenza del mercato nel suo complesso e alla debolezza dei titoli del comparto petrolifero dopo la correzione delle ultime ore evidenziata dal future sul crude quotato al Nymex

Ieri il derivato aveva infatti toccato il nuovo record storico a 126,40 dollari al barile, mentre la momento attuale oscilla intorno ai 123,50.Oltre a questo, la flessione di Eni sembra condizionata anche dalla notizia del nuovo ritardo nell'avvio della produzione del giacimento Kashagan, nel Mar Caspio. Il ministro dell'Energia kazako Sauat Mynbayev ha infatti affermato che il consorzio di sfruttamento del giacimento ha proposto uno slittamento al 2012-2013, dopo che gli ultimi accordi avevano fissato al 2011 la scadenza. Possibili sanzioni in vista per Eni e soci.La vicenda si sta trasformando in un "giallo" se si pensa che il primo barile di petrolio era stato inizialmente previsto per il 2005 e che i continui ritardi avevano costretto il consorzio a rinegoziare i termini dell'accordo con il governo del Kazakhstan, con pagamento di una penale e incremento del peso della compagnia di stato locale Kazmunaigaz all'interno del consorzio stesso.Inoltre secondo indiscrezioni di stampa una delle prossime mosse del nuovo governo potrebbe essere la nomina dell'attuale presidente di BP Milano, Roberto Mazzotta, alla presidenza della societa' del cane a sei zampe, in sostituzione di Gabriele Poli. A livello grafico possiamo osservare che con la flessione odierna Eni ha violato la linea ascendente in forza dai minimi di fine marzo, operazione che rischia di anticipare affondi sui 24,50 e quindi sui fondamentali supporti a 23,60.

 
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